lunedì 31 dicembre 2012

E vaccelo a menare agli americani


Il titolo di questo post si ispira a un modo di dire che potreste anche trovare nelle lezioni di Savonese di Enrique Balbontin. Lo stesso più recentemente nel programma Torta di Riso nomina anche "l'imbecille del giorno" e questo ci chiude il cerchio. Vediamo perché.

Chiunque abbia mai curiosato sui geostazionari in banda UHF (cd. UHF MilSatCom) sa come il 99% del traffico sia generato da pirati brasiliani che li usano come se fossero il loro telefonino satellitare privato.
Forti di un territorio sterminato, difficoltà di intercettazione e poco interesse da parte delle loro autorità nazionali, questi signori impegnano i satelliti con apparecchi amatoriali modificati o transverter e passano ore a chiaccherare a cuor leggero, sfruttando apparecchiature da centinaia di milioni e i cui proprietari non sono esattamente delle mammolette.

In passato anche in Brasile c'è stata qualche retata, possibilmente su pressioni USA, con 39 arrestati nel 2009. Il volume di traffico tuttavia non è mai calato significativamente.

Lo scorso Settembre si era avuta notizia di avvertimenti trasmessi dai militari alla volta dei pirati, che però non erano sembrati troppo impressionati. Tanto il Brasile è distante.
Qualcuno è stato meno furbo degli altri e pensava di potersi tenere in contatto con i vecchi amici anche da dentro alla gabbia dei leoni e la FCC non se lo è fatto scappare.
Così è andata a finire che un certo Joaquim Barbosa del New Jersey (peraltro anche radioamatore licenziato come N2KBJ) si è ritrovato con $20'000 di multa da pagare (ridotti a $16'000 in appello).
Ancora meglio la linea di difesa del nostro genio, che ha sostenuto essere stato autorizzato all'uso delle frequenze da un amico brasiliano...
"he reasonably believed that he otherwise had authority to operate the radio transmitting equipment using the frequency 296.550 MHz,” saying that his authority is “not based on his status as an amateur licensee (which he readily acknowledges does not authorize him to operate on the US government frequency), but based on the authority vested in him by a Brazilian man, who is authorized to operate the radio equipment using the frequency 296.550 MHz in Brazil.”

Panadapter sullo Yaesu FT950 (e sull'Icom 910H)

Le note del mese scorso hanno trovato compimento aggiungendo funzionalità "click & tune" via hamlib.
Codice e considerazioni addizionali si possono trovare su www.tarapippo.net, assieme a una versione dello script che utilizza la USRP, in questo caso per la IF dell'Icom 910.

giovedì 29 novembre 2012

FT817 e Arduino: loopback

Un paio di colleghi radioamatori hanno avuto la cortesia di segnalarmi loro progetti che riutilizzano in parte o si ispirano al codice sviluppato per far colloquiare Arduino e FT817.
Ecco i link:

Il bellissimo transverter per i 70 MHz di Franco, IV3OGT
Come promesso ti comunico che ho finalmente realizzato il controllo
dello Yaesu FT-817 e Transverter 70 MHz partendo da tuo SW.
Ma non mi sono accontentato ed ho realizzato un nuovo assemblaggio del
transverter.
Lo puoi trovare a questo indirizzo:
http://iv3ogt.altervista.org/Homebrew/TRSV70MHZ/page24.html

Anche Gerofl, DG6FL, sta lavorando a un controller
Currently I am doing heavy work on creating an Open Source Arduino FT817 controller. During my webcrawling I came accross your blog ...

Here is a link to my stuff:
In particular I have derived your innovative getPWR and getAnt functions. I am looking forwards to your comments / suggestions :D

E' bello vedere le idee ricircolare ed arricchirsi.

domenica 11 novembre 2012

Panadapter sullo Yaesu FT950

Finalmente ho messo in pratica qualcosa che avevo in animo da parecchio, ma per cui non avevo mai trovato il tempo.

Lo Yaesu FT950 ha la predisposizione di fabbrica al prelievo della 1a IF a 69,45 MHz, per l'utilizzo con la (costosissima) DMU2000. Come alternativa esistono in commercio un paio di kit fatti apposta, ma una "chiavetta" SDR con copertura VHF come il FunCube Dongle o le economicissime chiavette DVB-T/DAB andrà benissimo.

Per un lavoro reversibile è sufficiente uno spezzone di RG174 o altro coassiale di piccolo diametro intestato TMP da collegare alla scheda madre e far uscire dalle feritoie di raffreddamento posteriori. Maggiori dettagli tecnici in questa discussone su ARI Fidenza. Operativamente occorre rimuovere tutte le viti dal coperchio inferiore ad esclusione di quelle che fissano i piedini della radio. Sollevato il coperchio, avendo il pannello posteriore della radio verso di voi, il connettore che ci interessa si trova nell'area in alto a destra, in corrispondenza di quello centrale di tre coperchietti metallici.

La presa è marcata "SCOPE", quindi c'è poco da sbagliare.

Il cavetto presente, che termina la presa su una resistenza di carico, si può disconnettere, far passare sotto il cavo piatto bianco, attraverso la gola nella pressofusione e parcheggiare nel vano vuoto dedicato alle schede opzionali. La terminazione della presa quando inutilizzata difficilmente è casuale e probabilmente è opportuno tenerci una terminazione resistiva (es. "tappo" delle vecchie reti ethernet in coassiale) se non si usa.
Piegando il capo libero del RG174 a 90°, con un minimo di attenzione si può far passare dal foro verso il lato superiore della radio che si trova vicino ai connettori per i uTune e da lì verso le fessure di aerazione sul retro.
A quel punto si richiude tutto e salda un connettore a scelta sul codino che esce dalla radio.


lunedì 1 ottobre 2012

Turismo col naso all'insù


Tutti quelli col nostro hobby sbirciano abitualmente le cime dei tetti alla ricerca di splendide sculture metalliche.
Barcellona si e rivelata piuttosto ricca da questo punto di vista.
Talvolta se ne ricavano anche spunti per l'installazione: per esempio questo per un dipolo ove la base non aveva una dimensione sufficiente.


martedì 28 agosto 2012

La stazione spaziale in packet 144 MHz

Da alcuni giorni la ISS è tornata a trasmettere in packet/APRS a 145.825.
A differenza di quanto accadeva in uhf, i segnali sono ottimi ed ho potuto decodificare molti pacchetti anche con il solo palmare (Kenwood TH D72) su passaggi che arrivavano al massimo a 15° di elevazione.
Transitarci è più difficile: il traffico è intenso e con antenna omnidirezionale / 50w, ma senza correzione doppler, non più del 10% dei miei pacchetti ha avuto successo.
Spesso scherzo con l'amico Giorgio IZ2XBZ dicendo che i miei progetti hanno qualche anno di maturazione: lo scambio di messaggi con lui via ISS ne ha dato la prova, visto che era il Giugno 2010 quando mi sono ripromesso di provarci un giorno o l'altro.

mercoledì 8 agosto 2012

Aggiungere un commutatore d'antenna all'accordatore remoto

L'ultima iterazione del mio sistema d'antenna per le HF è costituito da una direttiva bibanda per 50 e 70 MHz e un dipolo rotativo non risonante per le altre bande, accordato direttamente al palo da un MFJ927.

 
Quando, come nel mio caso, si disponga di una seconda antenna che non necessita dell'intervento dell'accordatore, si può facilmente modificare l'MFJ927 per fungere anche da commutatore remoto.

Un relé a 12V, un interruttore, un connettore SO239 e qualche pezzo di filo sono tutto il necessario, con una spesa che non arriva ai €10.

L'antenna tuner riceve l'alimentazione attraverso il cavo coassiale di discesa verso la ricetrasmittente grazie al "bias tee" parte della confezione e analoga circuiteria all'interno dell'accordatore.

E' sufficiente, sul corpo dell'accordatore:
- praticare un nuovo foro nel pannello metallico su cui montare il SO239;
- interrompere la linea RF dopo i condensatori di blocco e farla passare attraverso gli scambi del relé, in modo che il contatto normalmente chiuso porti al nuovo connettore mentre quello normalmente aperto continui la sua via come prima, verso il circuito d'accordo;
- interrompere la linea di corrente continua dopo l'induttanza di blocco, inserendo il relé in serie all'alimentazione dell'accordatore.
L'interruttore invece andrà montato sullo scatolino che, in stazione, inietta i 12V sul cavo di discesa, direttamente dopo il connettore d'alimentazione.

Quindi senza alimentazione all'accordatore il segnale verrà inviato direttamente al nuovo connettore e quindi ad alimentare l'antenna che non necessiti di adattamento.
Fornendo i 12V al circuito attiviamo l'accordatore e mettiamo in linea la catena originale.
Crepi l'avarizia, un led (e relativa resistenza di caduta per i 12V) possono aiutarci a verificare immediatamente quale delle due antenne sia selezionata.

lunedì 30 luglio 2012

Aggiungere transponder a GPredict

Gpredict, l'ottimo software Linux per previsione dei passaggi di satelliti, è in grado di aggiornare automaticamente i TLE, ma nel caso di nuovi satelliti in orbita o di modifica alle frequenze in uso occorre fornirgli le informazioni del caso.

L'operazione è molto semplice: per ogni oggetto dei TLE cui corrispondano delle frequenze note o utili occorre un file nella propria cartella:
./config/Gpredict/trsp
ogni file ha per nome il proprio numero di riferimento e suffisso .trsp

Per esempio la ISS ha come numero di oggetto 25544 e questo è il contenuto di 25544.trsp:

[Mode V/V AFSK Packet]
UP_LOW=145990000
DOWN_LOW=145800000
MODE=AFSK 1200 bps

[Mode V/U FM Voice]
UP_LOW=145800000
DOWN_LOW=437800000
MODE=FM

[Mode V APRS]
UP_LOW=145825000
DOWN_LOW=145825000
MODE=FM 1200 bps

[Mode U APRS]
UP_LOW=437550000
DOWN_LOW=437550000
MODE=FM 1200 bps
...

L'ultima sezione è quella che ho aggiunto quando il nodo APRS della ISS è stato spostato in UHF.

Qualora si debba creare il file per un nuovo oggetto è sufficiente scriverlo da zero con un editor di testo oppure modificare la copia di uno esistente.

Questo per esempio è il contenuto di 38736.trsp creato oggi per il nuovo satellite RS40:

[data1]
DOWN_LOW = 435265000

[data2]
DOWN_LOW = 435365000

martedì 24 luglio 2012

L'elusiva ISS in APRS/UHF

Leggendo una discussione su ARI Fidenza  mi era presa una mezza idea di provare a mettere assieme un nodo cluster per le v/uhf con gateway verso la chat di ON4KST, sulla falsariga di quanto dovrebbe offrire l'ARI di Modena.  Magari basando tutto su un Raspberry-PI, ma per quello ci vorrà ancora un pochino.

Le mie esperienze con il packet risalgono agli albori di questo sistema di trasmissione, a metà degli anni '80, quando con alcuni amici realizzammo i primi nodi del savonese con i tnc che I3CTW (sk) clonava dalle realizzazioni del TAPR. Poi i miei interessi presero altre direzioni ma da qualche lettura occasionale sapevo come il sistema raggiunse notevole iffusione fino al cambio di secolo, con reti in tecnologia TCP-IP interconnessa ad internet, cluster, email gateway e chi più ne ha più ne metta. In seguito la disponibilità di accessi ad internet con tariffa flat, anche da mobile, ne ha segnato un rapido declino.

Oggi è difficile si ascolti qualcosa più dell'APRS,  cui non avevo mai dedicato eccessivi pensieri perché, nella mia percezione, vagamente onanistico (a che pro trasmettere a tutto il mondo la propria posizione in tempo reale?). Unica eccezione il packet dalla ISS, che mi ero ripromesso di approfondire
Combinazione, negli stessi giorni leggo un post che ne annuncia un cambio di frequenze per motivi che ricordano quelli che affliggono anche i nostri impianti.

Un vero segno del destino: dovevo attivarmi per il packet con la ISS!

Il primo passaggio è stato configurare il software per l'impiego con la scheda audio, funzionalità presente nelle distribuzioni Linux da parecchi anni. 
Nel mondo del pinguino la documentazione spesso è obsoleta e frammentaria, ma in questo caso c'è anche l'aggravante che quasi tutto il materiale è vecchio di dieci anni. Per esempio soundmodem collabora senza problemi impostato come modem "KISS" seriale, ma si comporta in modo strano (tx continua) se impostato come dispositivo di rete. Sarà un problema della distribuzione? O forse qualche passaggio ovvio ai tempi delle reti packet TCP/IP ma che oggi non si trova negli annali?
In un modo o nell'altro soundmodem e Xastir si sono lasciati configurare abbastanza in fretta e anche cavi e interfacce varie pc<>radio erano solo a qualche saldatura di distanza. Nota a margine: sfruttandola per il PTT, credo di aver potuto usare la porta parallela del pc per la prima volta in forse 15 anni, ovvero da quando le stampanti sono migrate alla connettività USB.

La ricezione del packet dalla ISS in 144 era banale: bastava lasciare la radio accesa e prima o poi si catturava qualcosa. I test in UHF non sono stati altrettanto positivi, con interi giorni di monitoraggio senza alcuna decodifica.

Perché?
Le ragioni possono essere diverse e una nota di WA4APR "himself" ne evidenzia alcune.
Concentrandomi sulle parti ove posso intervenire:
  • minore efficienza del sistema d'antenna.
    Ho tentato gli ascolti con la solita collineare però il cavo in 430 manifesta perdite quasi doppie rispetto ai 144. Non me ne sono mai preoccupato troppo perché installata per il traffico locale, ma  in effetti vedere l'AirCell7 commercializzato come "utilizzabile fino a 3 GHz" quando presenta perdite in UHF non troppo distanti dall'RG213 (14,1 vs 15,8 dB/100m) suona un po' fasullo.
    Il sistema d'antenna per i satelliti non è ancora del tutto operativo, quindi posso contare solo su puntamento azimutale e manuale ma direttiva e preampli dovrebbero dare una mano.
  •  l'effetto doppler.
    In altre parole, se per i 144 Bob dice:
    "The ISS has over 6 KHz of Doppler during the pass.
    1) On the ground, the best deviation for the best performance will just fill the passband with signal
    2) This same signal cannot tolerate any frequency offsets or the signal distorts as it goes out of the passband.
    3) From ISS, the signal is out of the center 2 Khz of your pass band 90% of the TIME!
    4) Modern rigs have very tight filters.  Good for ground, Bad for Space."

    In 432, essendo funzione della frequenza, lo scostamento sarà 3 volte maggiore.
    Anche qui viene incontro quanto implementato finora per iniziare l'attività satelliti e GPredict sintonizza la radio durante i sorvoli, dopo gli usuali scazzi con le porte seriali.
Anche in questo modo il successo è stato limitato a pochissimi pacchetti ma ho qualche dubbio sulla reale operatività della stazione nelle ultime ore, visto che al momento ariss.net  riporta solo pacchetti vecchi di oltre due giorni.

Prossimi filoni d'indagine e -magari- miglioramento:
  1. impiego di un vero TNC invece della scheda audio
  2. verifica scostamento in frequenza delle radio... che in effetti in UHF/ssb mi è già capitato di nutrire dubbi sulla stabilità
continua...

domenica 15 luglio 2012

Gli effetti della crisi

Sul profilo di un radioamatore di un paese dell'Est non particolarmente raro leggo:

QSL: DIRECT ONLY : ENV + 2$ OR 1 NEW IRC
Hello everyone!
!!! DUE TO GLOBAL FINANCIAL CRISIS NOW YOU CAN SEND ME QSL WITH ONLY
!!! ONE $1USD OR ONE NEW IRC
!!! FOR ALL COUNTRIES AND CONTINENTS

Come dovrei interpretarla?
Normalmente sono piuttosto critico verso chi disponga di una connessione internet e non utilizzi sistemi di QSL elettronica. In fin dei conti se operi da un Paese appena più raro della media le richieste possono farsi consistenti e rappresentare un costo. Sistemi come eQSL e LOTW permettono di confermare i contatti a costo zero e tramite un semplice upload del log. Perché non usarli quindi? Il contatto ha un riscontro, se poi si vuole a tutti i costi il pezzo di carta il contributo comincia ad avere una logica.
Ma in un caso del genere qual'è il razionale?
Sei davvero disposto a venire incontro a chi scrive assorbendo parte del costo? 
Oppure stai riducendo un margine che prima avevi su ogni cartolina?
 

tv e radio commerciali dall'Est Europa

Sovente le aperture di E sporadico con l'est Europa i 50 e 70 MHz sono così piene di trasmissioni commerciali da risultare quasi inutilizzabili.
Le trasmissioni di radiodiffusione sui 70 MHz sono spesso indicate sul cluster come "OIRT" e, anche se non si dispone della FM larga sul ricevitore, sono abbastanza comprensibili anche in altri modi.
I canali video hanno l'inconfondibile "bzzzzzzzzzzz" che chiunque abbia curiosato sopra i 174 MHz prima dell'avvento del digitale ha già sentito. Ieri preso dalla curiosità ho connesso il vecchio misuratore di campo ed in effetti ecco delle stupende pubblicità in cirillico (purtroppo la foto col telefonino non rende granché).

Una veloce ricerca in rete può fornire una lista dei trasmettitori papabili per ogni frequenza, anche se con l'avvento del digitale molte informazioni sono diventate obsolete.

martedì 10 luglio 2012

V/UHF qualche riscontro dal sistema d'antenna

L'idea dell'impianto "weak signals" V/UHF era quella di poterlo impiegare, con qualche compromesso, sia per il traffico satelliti che per attività tropo/Es occasionale.
L'ottimizzazione per una delle due attività ne avrebbe limitato troppo l'impiego nell'altra. Un sistema satellite serio avrebbe richisto polarizzazione incrociata e la possibilità di commutarne il verso (destrorso/sinistrorso), complicando e appesantendo l'impianto. Di contro un sistema tropo serio vuole direttive molto lunghe, il cui brandeggio diventa impegnativo.
Mi sono così orientato su una coppia di antenne attorno ai due metri di boom e le LFA della Innovantennas (5 el. 144 e 10 el. 432), per quanto un po' costose, mi sono sembrate adatte allo scopo. La speranza è che i  ridotti lobi secondari per cui sono famose riducano un po' le interferenze da parte dei concittadini che fanno attività sulle stesse bande.
Non avendo ancora ultimato l'installazione del sistema az/el sul tetto, i primi test con antenna fissa a nord avevano dato comunque riscontri abbastanza positivi, con buoni segnali su passaggi favorevoli dei satelliti e qualche qso con le zone 1-5 negli Italian Activity Contest.
Lo scorso weekend, prevedendo un po' di traffico per il Contest Città di Roma, ho voluto motorizzare almeno la parte azimutale per avere qualche riscontro.
I risultati in effetti ci sono stati, anche superiori alle aspettative, con un paio di QRB oltre i 1'100 Km e la breve ricezione anche di qualcosa dalla Germania. Soddisfacenti anche i 432: i qso sono stati pochi ma includono Pantelleria e percepivo almeno le chiamate dalla Slovenia. Mi chiedo quanto sia casuale il path dei due collegamenti attraverso le Bocche di Bonifacio.
Le condizioni di propagazione erano indubbiamente buone, ma questo dimostra che non servono necessariamente impianti enormi per divertirsi.

lunedì 2 luglio 2012

E Sporadico

Finalmente la nuova antenna ha potuto avere soddisfazione con belle aperture di E sporadico tra il 28 Giugno ed il 1° Luglio. 
Oltre a qso in 50 MHz più numerosi di quanto non riuscissi a registrarli, sono arrivati anche i primi in 70 MHz. La banda dei 4 metri purtroppo si è rivelata molto più rumorosa di quanto pensassi, con forti segnali di radiodiffusione OIRT dall'Est.
Le fettine concesse in Italia poi sono proprio anguste, con il traffico concentrato in quella a cavallo di 70.200. Per fortuna gli utenti sono pochi e con rispetto reciproco (leggasi niente chiamate per ore in centro banda) c'è da divertirsi per tutti.
Queste belle mappine si possono realizzare online con una serie di strumenti messi a disposizione da SM7LCB.

martedì 5 giugno 2012

10 GHz


Domenica grazie alla collaborazione di Roberto IZ0CKM ho potuto sperimentare per la prima volta l'equipaggiamento a 10GHz, con l'intento di utilizzarlo nel prossimo contest Alpe Adria UHF e superiori.
Avvicinarsi al mondo delle microonde in effetti può essere anche relativamente semplice.
Costruire un transverter per le bande centimetriche è alla portata di pochi, men che meno mia, ma ci sono dei prodotti commerciali dalle caratteristiche eccellenti, con la produzione di DB6NT in testa.
Quello che va aggiunto intorno invece è alla portata di qualsiasi radioamatore:
- un circuito di commutazione tx/rx: impiegando l'ft817 come if sono sufficienti un transistor qualche resistenza e un comunissimo relé. Aumentando la potenza o qualora si usino preamplificatori, occorre che
il processo sia gestito da un sequencer, cioé un dispositivo che effettui le diverse commutazioni secondo un preciso ordine temporale. Diversamente si richia che la trasmissione non sia ancora cessata quando si commuta in ricezione, creando danni al frontend.
- un relé coassiale per la commutazione dell'antenna tra la porta di tx e quella di rx. Deve essere materiale adatto alle microonde, ma sul mercato del surplus si trovano a prezzi ragionevoli.
- l'antenna un minimo d'impegno in più lo richiede. Se le parabole ormai costano pochissimo, l'illuminatore richiede un po' di misurazioni sulla padella e lavoro da stagnino.
Come di consueto cominciare in qualche modo è semplice. Affinare le prestazioni sarà un altro paio di maniche e, data l'esiguità di corrispondenti in aria, il ruolo dei beacon è essenziale per effettuare prove: fortunatamente dovrebbe mancare poco all'installazione di IQ0RM/B.
Qui c'è una bella guida pubblicata alcuni anni fa su RadCom:  http://www.microwavers.org/10ghz-starter.htm

mercoledì 23 maggio 2012

La necessità...

Partendo per una breve vacanza in IF9, incerto se avrei avuto possibilità di operare dal residence, ho messo in borsa solo il fido 817, un'antenna veicolare multibanda e qualche pezzo di filo.
I pezzi di filo si sono dimostrati inadeguati a garantire la risonanza dell'antenna connessa direttamente alla radio, però con un minimo di inventiva si risolve...
I soli 5w in SSB (sì, lo so... per il QRP il CW è un must...) hanno limitato i contatti a tuttta l'Europa, ma i segnali in ingresso facavano pensare che con i canonici 100w avrei potuto lavorare tutti i continenti.
Qualche calcolo molto a spanne porta a una curva d'efficienza del genere per l'antenna, quindi una grande attenzione alla MUF è essenziale per avere risultati.

sabato 14 aprile 2012

la SDR V-UHF da €30 - 2

In effetti le cose attorno a questi dongle economici si sono mosse piuttosto velocemente.
Come accade in genere gli utenti Windows hanno la vita semplificata a fronte di qualche vincolo nella flessibilità, e cominciano ad apparire le prove su strada.
Chi smanetta con GNURadio ora ha a disposizione dei comodi "mattoncini": questo è il modo per fruirne.

Intanto è utile verificare che il dispositivo venga correttamente rilevato all'inserzione:
sinager@SIRAD:~$ dmesg
...
[308285.600019] usb 1-4: new high speed USB device number 8 using ehci_hcd

Qualora lo stick non sia connesso ad una porta USB 2.0 efficiente (occhio a hub e prolunghe) il dispositivo verrà riconosciuto lo stesso, ma con un warning:
[309411.513952] usb 4-2.3: new full speed USB device number 14 using uhci_hcd
[309411.617948] usb 4-2.3: not running at top speed; connect to a high speed hub

Il warning si accompagna inevitabilmente a mancato funzonamento degli script, tipicamente con questo errore:
rtlsdr_demod_write_reg failed with -9

Come indicato nella pagina di osmocom-rtl è necessaria una versione di GNURadio recente.
Le istruzioni per compilare ci sono tutte, ma gli esempi nella pagina fanno ancora riferimento all'utilizzo del ricevitore attraverso uno scarico dei dati su un file. In effetti dopo aver compèletato l'installazione sarà disponibile un nuovo blocco in GNURadio Companion:
Connettendo un solo stick non è necessario riempire il campo "device argument" con l'indirizzo.
Adattando alla bella e meglio uno script di OZ9AEC ho messo assieme un ricevitore per la NFM e in prima battuta i risultati non sembrano male.
video
Sul FFT si vedono chiaramente prodotti da intermodulazione ma ciò non mi sorprende con il ricevitore collegato all'antenna esterna in parallelo agli altri ricevitori. Sicuramente con un po' di attenuazione e qualche filtro esterno le cose possono migliorare.
Nell'eventualità qualcuno sia interessato, lo schema GRC è a disposizione.

domenica 1 aprile 2012

la SDR V-UHF da €30

Nelle ultime due settimane si è parlato parecchio di questi giocattoli nella comunità dei radio-smanettatori: qualcuno degli sviluppatori di V4L si è infatti accorto, più o meno per caso, che dai dongle basati sul chip RTL2832 era possibile estrarre i dati I/Q grezzi e quindi impiegarli come una SDR a larga banda.
Ogni giorno ci sono sviluppi e novità, con rilasci di software a patches.
La soluzione più avanzata oggi è quella basata su GR-baz, tuttavia non sono ancora arrivato a sperimentarla perché richiede una versione di GnuRadio precedente a quella che ho installato.
Per il momento sto facendo qualche prova con il codice messo a disposizione da quei mostri di Osmocom e uno schema GRC basato su quello di DL6KBG che si trova in questa discussione.
Per inciso il mio ricevitore è un Terratec Moxon DabStick, reperito su eBay dalla Germania per €31 inclusa spedizione.
Questi i passaggi che ho fatto per avere lo stream di dati verso Gnuradio:
  1. scaricato il codice di Osmocom
  2. impostato le regole per rendere il device accessibile a tutti gli utenti e non solo a root, sulla falsariga di quanto fatto per il FunCubeDongle ovvero:
    • una volta connesso, verificare codice produttore e id della periferica con lsusb. L'output per il DabStick è qualcosa del genere:
      Bus 001 Device 007: ID 0ccd:00b3 TerraTec Electronic GmbH
    • creare una rule per lo stesso:
      sudo nano /etc/udev/rules.d/20-rtl.rules
      contenente:
      SUBSYTEMS=="usb" ATTRS{idVendor}=="0ccd" ATTRS{idProduct}=="00b3" MODE:="0666" SYMLINK+="RTL"
      (notare come Vendor e idProduct riflettano quanto ottenuto con il lsusb).
      Salvare il file e aggiornare le regole:
      sudo udevadm control --reload-rules
  3. modificato il sorgente di Osmocom (/rtl-sdr/src/main.c) in modo da scrivere l'output in una named pipe, modificando la riga 400,
    da così:   file = fopen(filename, "wb");
    a così:
       file = fopen(filename, "a+b");
    e compilato
  4. creato la named pipe: mkfifo out.bin
  5. lanciato il comando di acquisizione:
    ./rtl-sdr ./out.bin -s 250000 -f 144800000
     
  6. a questo punto l'output del dispositivo non si accumula più in un file che può assumere dimensioni colossali, ma viene riversato in tempo reale in una specie di imbuto dal quale GNURadio si alimenta, a patto di mettere il file out.bin come sorgente.

Ora rimane da mettere a punto un migliore schema in Gnuradio Companion.
Come in tutti questi oggettini sembra esserci bisogno di un po' di attenuazione o filtraggio in ingresso.

sabato 17 marzo 2012

infiniti passaggi

Il progetto del rotore az/el si sta trascinando da tanto tempo che sembra un po' la fabbrica di San Pietro. In realtà il poco tempo libero deve coniugarsi con una serie di elementi lunghissima da mettere in fila.
Il controller basato su Arduino deve colloquiare col pc in qualche modo, che sia seriale o usb. Dal mio shack alle antenne ci sono circa 35 metri di cavo e provare in usb non mi sembra neanche il caso. 
D'altro canto, sperando che sia ancora sano, ho ancora un cavo di rete che arriva sul tetto, dai tempi in cui giocherellavo con il wifi e avevo piazzato un WRT54 remoto. Sperando che il cavo sia ancora buono, ho rispolverato l'NSLU2 che giaceva inutilizzato nell'armadio, con l'idea di utilizzarlo come piattaforma remota cui connettere il controller.
L'NSLU2, detto anche "Slug", una volta flashato con OpenWRT supporta SOCAT, un piccolo demone che permette di fare bridging tra tcp e porta seriale. 
In questo modo:
  1. sul pc in stazione gira ROTCTLD, in attesa dei comandi da qualsiasi software che supporti Hamlib;
  2. ROTCTLD pensa di trasferire i comandi al controller connesso sulla porta seriale;
  3. in realtà i comandi finiscono su un device virtuale creato dal client SOCAT, che attraverso la connessione di rete li manda all'NSLU2;
  4. sul NSLU2 il server SOCAT riceve i pacchetti via rete, e li riversa sulla porta seriale rappresentata dall'Arduino;
  5. infine il controller fa il proprio lavoro.
I comandi associati sono questi, just in case:
Slug:
socat tcp-l:54321,reuseaddr,fork file:/dev/ttyUSB0,nonblock,waitlock=/var/run/ttyUSB0.lock
PC per la creazione del device:
socat pty,link=$HOME/rotore0,waitslave tcp:<indirizzo NSLU2>:54321
Hamlib / ROTCTLD:
rotctld -m <codice rotore> -r $HOME/rotore0
Solo scoprire quale versione di firmware alternativo per l'NSLU2 fosse idonea è stata una piccola avventura in sé, essendo ormai un dispositivo obsoleto. Alcune distribuzioni non dispongono di SOCAT precompilato, mentre altre portano a dei vicoli ciechi per quanto riguarda l'installazione.

Da ultimo rimaneva da risolvere il problema del bottone on/off, giacché il simpatico apparecchietto normalmente non si riaccende da solo quando gli manchi l'alimentazione. Fortunatamente anche per questo si trovano in rete soluzioni già elaborate ed ho scelto di implementare la #10, che funziona senza problemi.
Ma come facevamo prima di internet?

Aspettavo fiducioso il lancio del RaspberryPI, con l'intenzione di compilarci hamlib e far girare direttamente tutto in remoto, ma come sappiamo la commercializzazione finora è stata un disastro. Le ultime notizie da parte di RS, che non ha concesso ordini all'Italia in prima battuta, sono che prima o poi ne potrò ordinare un esemplare (ma uno solo, eh!).

martedì 6 marzo 2012

Inseguire i satelliti 2

Il progetto procede ed è ormai completamente funzionale.
Nel mezzo ci sono state alcune battute d'arresto legate a inconvenienti stupidi: per esempio un cavo dei sensori che fa contatto a intermittenza (ma non quando lo controllate col tester!) puó far perdere una settimana come niente quando avete meno di un'ora al giorno da dedicare all'hobby.
In ogni caso tutta esperienza che entra.
 Questa è la piastra nella versione finale: l'Arduino Nano si puó montare direttamente su uno zoccolo per integrati (al centro a dx). 4 led segnalano le direzioni di movimento.
I sensori sono connessi attraverso due cavetti telefonici a 4 poli che portano alimentazione e comunicazioni i2c.
In basso a sx ci sono i due SSR con il condensatore bipolare necessario al rotore.
Al centro in alto l'integrato che controlla l'attuatore in cc.